Presente au FIP Argento di CaenDani Gamarra è uno di quei profili che il padel moderno sta sfornando sempre di più: versatile, mobile e profondamente legato al gioco. Allenatore, formatore internazionale et commentatore del circuito Premier PadelLo spagnolo stava accompagnando in Normandia uno dei suoi giocatori, Xisco Gil, 45° giocatore del mondo. Massimo ForcinUn giocatore di Caen, in gara davanti al pubblico di casa. Un incontro con un allenatore che osserva il padel da ogni angolazione, senza mai perdere di vista l'obiettivo principale: comprendere il gioco per insegnarlo al meglio.
Due professioni, un'interpretazione del padel
Per Dani Gamara non esistono due carriere parallele, ma un approccio unico e coerente. Il microfono e la panchina sono semplicemente due prospettive diverse sullo stesso sport. Ciò che analizza nel suo commento, lo sperimenta poi in allenamento. E ciò su cui lavora con i suoi giocatori influenza direttamente la sua comprensione delle partite.
"Alla fine, tutto inizia dallo stesso punto: capire cosa sta realmente accadendo in pista."
Il suo discorso non è quello di un ex giocatore che ha cambiato carriera, ma di un formativoCiò che gli interessa non è solo il risultato, ma il perché: perché una coppia cambia ritmo, perché un giocatore scompare da una partita, perché certe decisioni vengono ripetute sotto pressione.
Questa capacità analitica diventa centrale nel suo lavoro quotidiano.
"La cosa più importante non è sapere tante cose, ma saperle spiegare chiaramente."
Per lui, il padel moderno richiede allenatori capaci di per dare parole al giocoin modo che i giocatori possano appropriarsi delle soluzioni anziché semplicemente accettarle.

Uno sport diventato globale
L'evoluzione del padel non si riflette più solo nei risultati dei tornei. È visibile soprattutto nella sua geografia, attraverso la sua struttura. JR SportsSviluppato con Jorge Rodríguez, Dani Gamarra lavora regolarmente fuori dalla Spagna con allenatori e giocatori nella fase di strutturazione.
Sudafrica, Emirati Arabi Uniti, Europa: questi viaggi gli hanno dato una visione concreta dell'espansione dello sport.
"Il padel non è più uno sport locale. Oggi è uno sport globale."
In questo contesto, individua un fattore divenuto cruciale: la capacità di comunicare. La lingua, e in particolare l'inglese, non è più un dettaglio, ma uno strumento di lavoro.
"Se non riesci a comunicare con persone che non parlano spagnolo, ti stai chiudendo molte porte."
Un'osservazione che ha fatto anche su Premier Padel, un circuito in cui si incontrano giocatori, allenatori e squadre provenienti da culture molto diverse. Per lui, questa internazionalizzazione obbliga chi si occupa di padel ad ampliare il proprio modo di concepire la professione.
A Caen, un ambiente speciale attorno a Maxime Forcin
Al FIP Silver di Caen, Dani Gamarra ha accompagnato Massimo ForcinUn contesto specifico, in cui la dimensione emotiva può pesare tanto quanto quella sportiva.
L'allenatore spagnolo nota nel francese un vero rigore nel lavoro, soprattutto a livello fisico, che considera una base essenziale per progredire nel lungo termine.
"Ha più di 30 anni, ma ha il fisico di un diciannovenne o ventenne. È un fenomeno. Penso che possa fare grandi cose qui in Francia."
Pur continuando a menzionare aree di miglioramento in alcuni concetti di gioco, Dani Gamarra sottolinea principalmente la logica di costruzione di una strategia. Per lui, diventare più competitivi non deriva da un rapido accumulo di cambiamenti, ma da una graduale comprensione del gioco.
Questo tipo di torneo, giocato di fronte al proprio pubblico, rappresenta anche un passo importante nell'apprendimento mentale: imparare a gestire le aspettative, il controllo esterno e la pressione legata all'ambiente.
Ambizioni guidate dalla trasmissione
Quando parla del futuro, Dani Gamarra non menziona titoli personali o riconoscimenti mediatici. I suoi obiettivi sono la logica continuazione del suo percorso professionale.
Nel breve termine, vorrebbe essere in grado di commentando la finale del campionato mondiale, un'esperienza simbolica per chi vive il padel dall'interno da molti anni.
"Sarebbe qualcosa di molto speciale, ma non è un'ossessione."
Più profondamente, un'altra idea lo accompagna da tempo: quella di gestire una squadra nazionaleGuidare un progetto collettivo, rappresentare un Paese, costruire una squadra nel tempo.
"Poter essere l'allenatore della nazionale, guidare una squadra, è qualcosa che ho sempre in mente."
Sa che è un obiettivo impegnativo, in un ambiente ricco di profili competenti, ma che si sposa perfettamente con ciò che ha guidato la sua carriera fin dall'inizio: per addestrare, trasmettere e strutturare, piuttosto che semplicemente di passaggio.
Intervista completa:
Maceo Zerhat ha scoperto il padel nel 2020 al Domaine De Clairis in Borgogna. Ha contribuito all'espansione del club portando con sé energia e curiosità. Padel Magazinetrasmette il suo antoushiasme e il suo " Padel"mania" rimbalzando abilmente su tutte le ultime notizie sul tuo sport preferito!
























































































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