Considerata a lungo un modello da seguire, la Svezia sta ora attraversando un periodo di brutale correzione. Chiusure di club, calo delle presenze e sovraccapacità: il paese che ha simboleggiato l'esplosione del padel in Europa è diventato l'esempio che molti operatori del settore stanno ora cercando di evitare. L'ultimo Global Padel Il rapporto del 2026 di Playtomic e Strategy& analizza nel dettaglio questa situazione, che continua ad alimentare il dibattito nel settore globale del padel.
Solo pochi anni fa, la Svezia era considerata un Eldorado. Tra il 2020 e il 2022, il paese ha registrato una crescita spettacolare, trainata da un enorme entusiasmo pubblico e da un rapido aumento degli investimenti.
Il padel stava diventando onnipresente: nelle principali città, nelle aree commerciali, nei centri sportivi e persino in alcuni complessi residenziali. Le prenotazioni erano talvolta al completo con diversi giorni di anticipo e gli investitori si affrettavano a partecipare a quella che sembrava una crescita illimitata.
Ma questa storia di successo si è gradualmente trasformata in un monito.
Quando l'offerta supera la domanda
Secondo il rapporto, il problema principale che la Svezia si trova ad affrontare è semplice: i campi da gioco sono stati costruiti più velocemente di quanto aumentasse il numero effettivo di giocatori.
Nel periodo post-Covid, gli eccellenti tassi di occupazione hanno incoraggiato l'apertura di nuovi club a un ritmo estremamente rapido. Molti operatori credevano che la domanda avrebbe continuato a crescere indefinitamente.
La realtà si è rivelata diversa.
Con la maturazione del mercato, la crescita del numero di giocatori ha rallentato, mentre l'offerta ha continuato ad aumentare. Di conseguenza, il numero di campi disponibili è cresciuto più rapidamente delle prenotazioni.
Il rapporto ora classifica la Svezia nella categoria dei mercati in "Aggiustamento post-boom" vale a dire, i paesi in cui l'espansione delle infrastrutture ha superato l'effettiva capacità di assorbimento del mercato.

Tassi di occupazione in caduta libera
Uno degli indicatori più significativi riguarda l'evoluzione del tasso di occupazione del suolo.
Secondo i dati raccolti da Playtomic e Strategy&, le ore di punta più frequentate sono diminuite dal 52% nel 2021 a solo il 21% nel 2025.
Questo graduale declino illustra la crescente difficoltà per i club di riempire i propri campi, nonostante la disponibilità di posti sia ancora consistente.
In un settore in cui la redditività dipende direttamente dal numero di ore prenotate, questo sviluppo ha indebolito profondamente molti operatori.
Chiusura dei club e consolidamento del mercato
Di fronte a questa situazione, il mercato svedese è entrato in una fase di consolidamento.
Il rapporto fa riferimento a una “correzione forzata”, caratterizzata da:
- la chiusura dei club meno solidi;
- gruppi di operatori;
- acquisizione di strutture;
- una razionalizzazione dei portafogli fondiari.
Gli operatori con una solida struttura finanziaria stanno ora cercando di acquisire le posizioni migliori, mentre i progetti più fragili stanno gradualmente scomparendo.
Il mercato continua a esistere, ma si sta ristrutturando attorno a un numero più ristretto di operatori.
La Svezia non è un caso isolato.
Il rapporto sottolinea che la Svezia non è l'unico Paese colpito.
Anche il Cile e, in misura minore, la Finlandia stanno attraversando fasi simili.
In questi mercati, l'entusiasmo iniziale ha innescato un'ondata di costruzioni che a volte era scollegata dalla domanda reale.
Questi esempi dimostrano che la popolarità di uno sport non garantisce automaticamente il successo economico di ogni progetto.
Perché la Francia sembra evitare questo scenario?
L'analisi di Playtomic è particolarmente interessante quando confronta indirettamente la situazione francese con quella svedese.
Sebbene la Francia sia stato il Paese che ha aggiunto più territorio nel 2025, mantiene alti tassi di occupazione e una forte domanda.
La differenza principale risiede nella distribuzione geografica della crescita.
In Francia, le aperture si sono gradualmente diffuse su tutto il territorio, mentre in Svezia alcune aree hanno visto una concentrazione molto più elevata di progetti concorrenti.
Il rapporto ritiene pertanto che la Francia si trovi ora in una fase di sviluppo più equilibrata, definita "punto ottimale", in cui domanda e offerta continuano a progredire in modo relativamente sincronizzato.
Una lezione per tutti i mercati emergenti.
Al di là del caso svedese, il rapporto trasmette un messaggio chiaro: il successo duraturo del padel non dipende unicamente dal numero di campi costruiti.
Gli autori ritengono che la prossima fase della crescita globale si baserà maggiormente su:
- la qualità dell'operazione;
- il tasso di occupazione;
- l'esperienza offerta ai giocatori;
- cliente coreano;
- la gestione delle comunità locali.
In altre parole, il futuro appartiene meno a chi costruisce i campi da gioco e più agli allenatori capaci di far prosperare i propri club.
La Svezia rimane un mercato importante
Nonostante questa correzione, il rapporto non menziona il crollo del padel svedese.
Il paese conserva una forte cultura del padel, un gran numero di giocatori e infrastrutture di qualità.
Ma il periodo attuale ci ricorda che nessun mercato è immune agli squilibri quando gli investimenti superano costantemente la domanda.
Per l'intero settore, la Svezia rappresenta ormai un vero e proprio laboratorio a cielo aperto. Un esempio attentamente osservato da tutti i paesi che stanno vivendo una rapida crescita, dalla Francia al Regno Unito, passando per Germania e Stati Uniti.
Franck Binisti ha scoperto il padel al Club des Pyramides nel 2009 nella regione parigina. Da allora, il padel fa parte della sua vita. Lo vedi spesso in tournée in Francia per coprire i principali eventi di padel francesi.

























































































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