Da tempo figura dominante in A1 PadelNegli ultimi mesi Maxi Arce si è ritrovato catapultato in un universo completamente diverso. L'argentino, attualmente classificato intorno al 45° posto nel mondo, ha dovuto riprendersi dopo l'improvvisa scomparsa del circuito A1 prima di assicurarsi un posto su Premier PadelTra nuove opportunità, un cambio di partner e grandi ambizioni, il mancino guarda al futuro con lucidità… e un sogno chiaro: condividere un giorno il ghiaccio con Agustín Tapia. Intervista realizzata per il quotidiano spagnolo. Sport.
Lo shock della scomparsa di A1 Padel
L'estate scorsa ha segnato una svolta brutale nella carriera di Maxi Arce. Aveva appena vinto un torneo a Lanzarote con Franco Dal Bianco ed era in cima alla classifica A1. Padel Per diverse stagioni, tutto si è fermato bruscamente.
"Avevamo appena vinto un titolo e attraversato un periodo molto positivo. E all'improvviso, tutto è svanito. È stato molto difficile da accettare."
Al di là della scomparsa del circuito, ciò che ha colpito maggiormente il giocatore argentino è stato soprattutto il modo in cui la vicenda è stata gestita. Arce descrive una situazione che rimane inspiegabile, nonostante diversi giocatori avessero rifiutato altre opportunità per sostenere questo progetto.
"Ciò che mi ha ferito di più non è stato solo il denaro dovuto. È stato il fatto che nessuno mi abbia dato delle vere spiegazioni."
Nonostante la frustrazione e le ingenti somme di denaro non pagate, l'argentino ha cercato rapidamente di riprendersi.
La chiamata inaspettata di Stupaczuk
La svolta arrivò con un'opportunità che pochi giocatori avrebbero immaginato: una chiamata da Franco Stupaczuk per giocare in un torneo Premier Padel.
"Quando Stupa mi ha chiamato, ho pensato che fosse uno scherzo. Per un argentino, ricevere una chiamata del genere è un evento importantissimo."
Questo invito apre le porte del circuito principale e permette ad Arce di scoprire un nuovo ambiente, più esposto in termini di media ed eventi sportivi.
Abituato alla pressione come ex numero uno dell'A1 PadelAffronta questa prima esperienza con calma.
"Non volevo pensare a tutto ciò che rappresentava. Per me, era semplicemente un altro torneo da vincere."
Un inizio convincente contro i migliori
una volta lanciato su Premier PadelArce ha dimostrato ben presto di poter competere con i migliori. Insieme a Pablo Lijó, ha inanellato diverse prestazioni solide, in particolare contro i numeri uno Arturo Coello e Agustín Tapia.
Il giocatore argentino sottolinea l'importanza della mentalità trasmessagli dal suo allenatore Gustavo Volpi.
"Ci alleniamo per battere i migliori, per battere Tapia e Coello. Gli esercizi sono pensati per quel livello."
Questo approccio mentale gli permette di entrare in pista senza alcun timore.
"Se giochi con paura o con troppo rispetto, hai già perso. Devi entrare in campo pensando di poter vincere."
La difficile decisione di lasciare Pablo Lijó
Mentre la coppia Arce/Lijó funzionava bene, una nuova chiamata interruppe la carriera del giocatore: quella di Juan Tello.
Una proposta allettante, ma difficile da accettare a livello umano.
"La conversazione con Pablo è stata uno dei momenti più difficili della mia carriera. Lo stimo moltissimo."
Lijó comprende finalmente la decisione, motivata in particolare da prospettive sportive più favorevoli e da una posizione migliore in classifica.
"Non è stata una decisione presa alla leggera. Abbiamo analizzato tutto prima di fare la nostra scelta."
Obiettivo: entrare nella top 8 delle coppie
Con Juan Tello, Arce guarda più avanti. Il loro primo obiettivo è chiaro: affermarsi stabilmente tra le migliori associazioni del circuito.
"Il nostro primo obiettivo è lottare per l'ottavo posto nella classifica a coppie. Partiamo dalla quattordicesima posizione circa, ma credo che abbiamo il livello per raggiungerlo."
L'obiettivo è anche quello di competere più regolarmente con le migliori squadre del circuito.
"Vogliamo essere competitivi contro i migliori, giocare partite equilibrate, portarle al terzo set... o vincerle."
Un sogno chiamato Tapia
Maxi Arce, mancino in un circuito dove i talenti mancini sono rari ai massimi livelli, sa che il suo profilo può attirare sponsor prestigiosi. Tra questi, un nome spicca naturalmente: Agustín Tapia.
“Giocare un giorno con Tapia sarebbe un sogno. Rende il padel facile. Con lui, devi quasi solo correre ed essere forte.”
Il giocatore argentino ammira in particolare la capacità del giovane talento di Catamarca di realizzare tiri decisivi nei momenti più concitati.
Ma sottolinea anche l'importanza della forza mentale in Arturo Coello, il suo attuale compagno.
"La disinvoltura di Tapia e la mentalità di Coello rendono questa coppia estremamente difficile da battere."
I modelli che hanno plasmato il suo gioco
Per costruire il proprio stile, Maxi Arce si è a lungo ispirato a un altro mancino: Pablo Lima.
"Il mio gioco è molto simile al suo: solidità, movimento, utilizzo del pallonetto e del par 3."
Oggi osserva da vicino anche Federico Chingotto, di cui ammira la capacità di competere con i giocatori più forti del circuito.
"La sua mentalità e la sua determinazione compensano ampiamente alcune differenze fisiche."
Una filosofia che riassume alla perfezione il percorso attuale di Arce: duro lavoro, resilienza e la convinzione che, con il giusto atteggiamento, anche i migliori possano essere messi alla prova.
Maceo Zerhat ha scoperto il padel nel 2020 a Savigny-sur-Clairis, in Borgogna. Ha contribuito all'espansione del club portando con sé energia e curiosità. Padel Magazinetrasmette il suo Padel"mania" rimbalzando abilmente su tutte le ultime notizie sul tuo sport preferito!

























































































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